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Stile, arte e barberia. Il connubio vincente di Andrea Langiotti

Andrea Langiotti è il connubio perfetto di tre elementi, barberia, stile e arte.

Oggi sono dunque onorato di poter fare questa intervista con lui, vincitore tra le altre cose del Barber Match nel 2017.

Ciao Andrea, grazie per la disponibilità, per prima cosa fai una presentazione:

Ciao a tutti, per presentarmi utilizzo un motto:

non v’è arte la dove non v’è stile

Sono Andrea Langiotti, in arte Diablo, nato a Fondi nel 1987, nella mia vita ho avuto un trascorso calcistico importante che mi ha permesso di togliermi tante soddisfazioni, mai avrei pensato di passare dal calcio alla barberia. Ho scoperto tardi la passione e l’amore per questo mondo e questo mestiere, ma attualmente gestendo la mia barberia ad Itri mi sto togliendo tante soddisfazioni.

Hai uno stile molto particolare, pensi questo aiuti ad essere d’impatto nei social e nel tuo mestiere?

Uno degli abiti Kruder dei quali si parla

Mi è sempre piaciuto curare nei minimi particolari il mio look. Sicuramente questo mio stile nell’abbigliamento mi aiuta ad avere un certo seguito sui social e anche nel mio mestiere di conseguenza.

Oltre a piacermi, secondo me è anche bello per il cliente che veda la cura con la quale mi vesto, perchè se per me stesso ho una certa cura nell’abbigliamento la stessa la riserverò nel trattamento verso il cliente.

Questo mio modo di vestire ha portato a collaborazioni importanti, ad esempio con KRUDER, un brand di abbigliamento con la quale collaboro, organizziamo spesso eventi di Barbershop nei loro store.

Come ti avvicini alla barberia e alla passione per la barba?

Ho incominciato per gioco, facevo l’accademia il pomeriggio e ancora giocavo a calcio. Un giorno mi chiamò un barbiere, Maurizio Saccoccio, facendomi una proposta che non potevo rifiutare.

Ho sin da subito capito che questo era un mestiere che non si poteva prendere e lasciare, bisognava dedicare testa e cuore. Oggi lui lavora in Norvegia, come manager e formatore presso la sua ditta PelsPels, poi è formatore preso la scuola Lei e Lui di Terracina.

Capitolo BarberMatch, come arriva la vittoria? Come ti eri preparato per la competizione?

Definisco il Barber Match un evento che ulteriormente ha permesso la mia crescita professionale. La vincita nella categoria barba è stata una grandissima gioia per me, la preparazione è stata tanta ma ne è valsa assolutamente la pena.

Per un evento simile ci si prepara con largo anticipo, ogni giorno lavorando si deve controllare bene un insieme di fattori, come le tempistiche, la pulizia, il risultato finale, la postura mentre si lavora, sono tutti questi i parametri che poi vengono valutati in gara.

A questi eventi si possono poi conoscere colleghi e organizzatori di eventi, come nel caso del BarberMatch dove ho potuto conoscere gli organizzatori Nando Quaranta, Luigi Di Domenico e Mirco Peragine.

Andrea durante il lavoro, scatto di DANIELE IZZI

Cosa deve avere un barbiere per essere bravo nel lavorare le barbe per te?

Un barbiere deve avere tanta passione e amore per questa forma di arte. Senza questi due elementi difficilmente si raggiungono traguardi.

Importantissimo però che ognuno del mestiere abbia uno stile ben preciso, di modo che il cliente possa identificarsi in questo e avere sempre un punto di riferimento.

Come vede un cliente che chi sta lavorando sulla sua barba è una mano esperta?

La cosa fondamentale per me è far sentire subito a proprio agio il cliente, tutto parte da prima dell’inizio del lavoro, infatti ci sono degli step fondamentali iniziali che portano il cliente a sentirsi bene:

  • Modi: fondamentale l’educazione e il rispetto;
  • Il cliente deve necessariamente sentirsi casa;
  • Eleganza, a mio avviso bisogna essere impeccabili nell’abbigliamento perchè dobbiamo far vedere che ci teniamo all’immagine;
  • Dialogo, bisogna saper dare consigli, ascoltare le richieste ma successivamente renderlo partecipe di tutte le fasi di lavorazione;

Sogni nel cassetto?

Tanti, però il principio che voglio seguire è quello di vivermi il presente, crescere professionalmente ogni giorno. Ormai ho capito che questo è un mestiere dove non si finisce mai di imparare.

altro scatto di DANIELE IZZI