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Quattro chiacchiere con Federico Antonelli

La rubrica interviste della nostra pagina oggi ha un ospite speciale. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Federico Antonelli.

Ci troviamo oggi di fronte un personaggio importante del mondo della barberia, oserei dire anche una barba importante contando la cura perfetta della sua barba, personalmente vi posso anche dire però che ci troviamo di fronte a una grande persona. Ho conosciuto Federico grazie a Marco Artesi, ne ho subito approfittato successivamente per allacciare i rapporti che hanno poi portato a questa intervista.

Quattro chiacchiere con Federico Antonelli

1.Ciao Fede, la prima classica domanda per noi è sempre una presentazione, parlaci anche della tua formazione iniziale.

Sono Federico Antonelli, nato a Savona il 7 Ottobre del 1976. Ho intrapreso questa strada nel 1992 iniziando nella bottega di famiglia, iscrivendomi successivamente all’ ACCADEMIA NAZIONALE ACCONCIATORI MISTI. Il corso dura quattro anni, prendo la specializzazione ma successivamente blocco gli studi, mancava la qualifica da assistente maestro e maestro, scelta dettata dalla stupidità di un giovane. La prima cosa che ho fatto è stata comunque quella di lavare le teste nel negozio di famiglia.

2.Sei figlio d’arte, dunque ti chiedo, pesa molto l’eredita di un salone importante?

Indubbiamente intraprendere questa strada è stata inizialmente dettata dalla spinta della mia famiglia. Precedentemente il salone aveva sia donna che uomo, divisi da un muro e da una porta a soffietto, da un lato stavano mia mamma e mia nonna mentre nel lato riservato all’acconciatura maschile si trovavano mio padre e mio nonno.

Nell’ottantotto però viene a mancare mio nonno, i miei genitori si separano e il negozio da donna si blocca, nonostante i tentativi fatti da mio padre per non farlo fermare.

Io ho provato a seguire anche il lato femminile, ma non ho trovato successo in questo campo, probabilmente non mi sono applicato abbastanza, c’è anche da dire che lo stipendio del giovane che lavora in casa era differente dunque avevo anche minor spinta probabilmente. Quello che sono riuscito a fare oggi però mi rende felice, ho proseguito il cammino impostato dalla mia famiglia, sin dai tempi di mio nonno.

3.Vieni soprannominato LO SCULTORE, quando nasce il soprannome e perchè?

Lo SCULTORE nasce dal Barber College, il nome nasce da Giancarlo Palmieri che dà un soprannome ad ognuno di noi partecipanti. Gli altri poi hanno seguito lui.

4.Come è nata la tua tecnica del taglio della barba in piedi, divenuta poi oggetto di corsi specifici?

La tecnica nasce nel 2016 quando in bottega ho iniziato a mettere i miei clienti in piedi, mi è sembrata una buona idea perchè comunque la barba la si guarda bene quando si è in piedi, deve essere bella in quel modo perchè appunto noi stiamo in piedi. Lavorando così si riesce ad avere bene la visione delle profondità, non tocca sullo sterno come quando il cliente è coricato. Si vede da subito dove iniziare a lavorare. Io infatti ai campionati italiani ho messo il mio modello in piedi.

Ho preso anche una penalità ma comunque sono arrivato secondo, per molti quella gara l’ho vinta io perchè in effetti attualmente poi moltissimi sfruttano questa tecnica. Sono infatti poi uscito sul giornale MARCO POLO, su A CIASCUNO LA SUA BARBA. Posso sicuramente affermare di essere io l’inventore della STANDING BEARD.

5.La passione per la barba va oltre la moda, come la vivi tu quotidianamente? Pensi che averla sia un qualcosa in più per un barbiere? Raccontaci poi la tua routine quotidiana con la barba

Un cliente che arriva nel mio negozio e si trovasse davanti uno senza barba non sarebbe secondo me molto credibili, perchè comunque puoi aver letto tanti libri ma alla fine non pratichi chissà quanto. Se invece ho davanti un barbiere con la barba curata, questo sarà sicuramente più credibile. Devo ammettere che ogni sera quando io mi phono la barba trovo sempre delle nuove idee da proporre poi in bottega.

Trovo in oltre che portare la barba sia uno stile di vita, dà sicurezza bisogna ammetterlo.

La mia routine è principalmente fatta di sera, faccio la doccia e utilizzo uno shampoo da barba (che vada bene per il mio pH della pelle), due volte alla settimana applico anche un balsamo per ossigenare la pelle del viso, in chiusura poi la tampono e asciugo appena. Successivamente districante, anticrespo oppure olio, dipende dalla giornata, come dice Marco (si riferisce a Marco Artesi) la tengo sempre ”sul pezzo”.

La mattina poi sciacquo la parte dove mi lavo i denti, la parte dove comunque si sporca mangiando, metto qualche goccia di olio e poi phon, dopodichè inizio la giornata.

7.Barber College, un giorno ti chiama Giancarlo Palmieri del Pgroup e ti fa la proposta, cosa significa per un barbiere farne parte? Portate l’eccellenza in giro per l’Italia, come vivi questo?

Sono uno dei pochi che ha fatto la scuola Barber College a 360°. Se ci sono entrato devo ringraziare Salvatore Corigliano (speriamo un giorno di averlo ospite qua in questo spazio), praticavamo sport da ring insieme, un giorno gli ho mandato un messaggio perchè avevamo lo stesso lavoro, lo stesso sport e in effetti lo ritenevo una persona affine. Salvatore lo ritengo uno con una marcia in più, sempre disponibile e per niente presuntuoso. C’è stato il BARBER MATCH nel 2015, gli ho chiesto di andare insieme e infatti ci siamo poi trovati in Autostrada, insieme sino a Brindisi poi. Mi sembrava un mondo lontano dal mio, così ho deciso di fare i corsi del Barber College e ho chiesto tutte le informazioni a Salvatore. Lavoravo di notte, lui mi ha consigliato di lasciar stare per dedicarmi al negozio, mi sono fidato di tutti i suoi consigli e le cose direi che sono andate bene.

Dopo due anni Giancarlo Palmieri ha fatto una diretta dall’International Barber Convention dove annunciava che io sarei diventato lo specialist di Marco Artesi, sarei stato l’assistente quindi, ho avuto tante offerte, però lavorare di fianco a Marco Artesi e al Barber College era stare vicino al top del top.

8.A livello personale hai ambizioni o sogni nel cassetto?

I sogni sono belli perchè non costano nulla, il mio sogno nel cassetto penso che comunque contando che io vengo da una regione dove gente di spettacolo non c’è, non posso sperare venga il personaggio dello spettacolo qua da me, spero comunque il mio negozio continui nella sua crescita, favorisca anche la mia crescita professionale. Spero possa consentirmi di dare tutto ciò di cui mio figlio e la mia famiglia necessitano. Spero di avere tante occasioni con il Barber College per portare il mio sapere agli altri, continuare nei corsi dello Standing Beard, perchè comunque è una tecnica che funziona, tutti la criticano perchè dicono che i clienti si stancano, io dico che al cliente prima di tutto interessa avere una bella barba.

9. Ti ringrazio veramente tanto per la disponibilità, è stato un grande onore, un saluto e alla prossima!

Ci tengo a ringraziare tutto il Barber College per aver creduto nelle mie capacità e aver investito su di me, li ringrazio anche per avermi permesso di crescere come uomo, non solo come barbiere. Ero molto chiuso, abbiamo fatto un grande lavoro anche in questo senso e mi sono poi aperto crescendo sempre di più. Ci tengo a ringraziare il mio papà perché ha saputo aspettare per tanti anni questo momento, anche mio nonno da lassù penso sia fiero di me per quello che ho raggiunto, non solo a livello personale ma anche al livello del salone, finalmente ho potuto prendere anche un dipendente Andrea Crupi che lavora al mio fianco in bottega. Tutto ciò non sarebbe possibile senza la mia compagna Federica che mi ha dato mio figlio Ettore, lei mi sostiene, accetta i miei spostamenti e questo è possibile solamente se c’è una certa sintonia e un certo sostegno. Solamente con la mia testa non avrei raggiunto tutto questo, la famiglia alle spalle è stata assolutamente fondamentale.

Ringrazio tantissimo Federico per la disponibilità che mi ha dato e per la tanta pazienza.