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Influencer barbuto, l’intervista a Sandro Brotini

INFLUENCER parola usata e abusata ultimamente, se ne sente parlare ovunque e ci si chiede se sia solo una moda, un gioco oppure se veramente abbia utilità nella società attuale.

Abbiamo deciso per questo di fare un’intervista con Sandro Brotini che è a tutti gli effetti un influencer.

1.Ciao Sandro, parlaci un pò di te

Ciao a tutti, mi presento. Sono Sandro Brotini, nato nell’Ottobre del 1983 a Fuecchio. Figlio di un imprenditore e una fioraia.

Sono padre di una splendida bambina di sei anni di nome Bianca, la mia compagna di avventure.

Ho tantissime passioni, mi piace molto l’escursionismo, la cucina e la fotografia, in particolar modo quella paesaggistica.

La mia occupazione principale è nel campo della comunicazione e sviluppo software, ultimamente però essere influencer è diventato un mezzo lavoro, questo però mi dà molte soddisfazioni.

2.Quando hai iniziato a far crescere la barba e come la curi?

Tutto è iniziato sei anni fa, il mio parrucchiere (Benedetto Tronci) mi ha visto con una ”barba” di tre settimane e mi ha detto ‘Sandrino questa barba va fatta crescere’.

Non sono un tipo che si cimenta molto nella cura della barba, utilizzo principalmente balsamo a secco oppure un pò d’olio, dipende dalla secchezza del pelo.

3.Quando hai iniziato ad essere Influencer?

A dire la verità non lo sono mai ”diventato” e la parola influencer mi fa pure sorridere.

Tutto è partito per caso:

Ho pubblicato una foto, solitamente facevo in media un centinaio di likes, mi sono risvegliato con 700 likes e alcune email che mi offrivano prodotti da sponsorizzare. Tutto è iniziato come un gioco.

Ora non posso più definirlo così, ho un portfolio di clienti abituali, molte collaborazioni anche importanti in corso, partecipo ad eventi.

4.Ho visto che fai parte dei Bearded Villains, descrivici un pò questo mondo

Diventare BV è stata per me un’occasione di conoscere persone speciali, persone vere che hanno un cuore grande.

Purtroppo ultimamente non sono molto presente agli eventi, nonostante provi sempre a tenermi aggiornato e a presenziare a più iniziative possibile.

5. Effettivamente, cosa significa essere INFLUENCER per te?

Influencer vuol dire rappresentare un prodotto e conquistare la fiducia delle persone.

Dato che sono quindici anni che mi occupo di lavorare nel campo della pubblicità e della comunicazione significa anche amministrare tutto in maniera professionale.

Coordinare i diversi brand e non creare conflitti tra questi

Ci sono inoltre da programmare per tempo gli shooting e le pubblicazioni nei social network.

Sono una persona molto tranquilla e genuina, probabilmente anche questo mi ha portato ad avere comunque un certo appeal e successo, se si può definire così.

Un’ultima domanda, come ti destreggi nell’essere un padre influencer?

La chiave sta nell’ottimizzare il tempo libero riuscendo a separare l’essere padre dall’essere influencer.

Non so ancora se vorrò essere inquadrato in entrambi contemporaneamente, quindi un padre influencer.

Spero solamente che l’entusiasmo e la felicità che mi genera essere padre non venga vista come un’occasione di business dai malfidati, poichè come tanti anche io nel mio profilo pubblico momenti di vita privata.